Intervista a Daniele Cantoni

L'area wellness, un valore aggiunto per il vostro hotel

Articolo tratto dalla rivista Area Wellness N. 07

Area wellness e valore aggiunto

Sono sempre più numerosi gli imprenditori alberghieri che si chiedono se non valga la pena di ampliare i propri servizi, creando o ristrutturando la propria area benessere. Non è infatti possibile ignorare il successo che, da qualche anno, tale genere di struttura registra. Svolgere i lavori in proprio, in economia, o rivolgersi ad aziende specializzate che pensano a tutto: dalla progettazione alla realizzazione? Ne parliamo con Daniele Cantoni, uno dei più noti progettisti italiani di centri benessere.

Le migliorie apportate in un hotel, come valore aggiunto, spesso non sono percepite dall’albergatore. Sta nella sua sensibilità valutare prima qual’è l’investimento ideale, che potrà dare alla sua struttura quel must, che diventerà irrinunciabile per il cliente. Esempi concreti? Semplice: il bagno in camera negli anni ’50, e il televisore negli anni ’70. Non solo oggi sarebbe inimmaginabile pensare a una camera senza televisore, ma va corredato di telecomando, satellite etc.

Lo stesso sta succedendo per l’area wellness, ormai un valore aggiunto in gran parte del mondo, irrinunciabile in Trentino Alto Adige, dove gli albergatori per primi, da un decennio, hanno investito nel turismo del benessere, aiutati da una regione ricca e illuminata. Oggi in questa zona d’ltalia, non possedere una piccola area benessere, da non confondere con semplici palestre o pseudo cabine da estetista, è come la mancanza del televisore in camera. Questo perché, non solo il cliente del benessere la richiede, ma anche il cliente business di passaggio, l’agente di commercio per capirci, che ha provato il disintossicante piacere di un bagno turco, alla fine di una giornata di lavoro, lo ricerca nelle sue prenotazioni più del televisore.

È importante affidarsi a un consulente esperto del settore, che sappia costruire un progetto su misura, che calzi perfettamente con la realtà esistente, e soddisfi gli obiettivi futuri (aumento della stagionalità, nuova clientela, etc.). Un consulente che contemporaneamente al progetto sottoponga al cliente un meticoloso conto economico, un business plan, che preveda i costi e i ricavi nei minimi particolari (consumi, tempi e costi del personale, corsi, prodotti, ammortamenti etc.), in modo da evitare che l’investimento non diventi un salto nel buio. È importante diffidare di professionisti e società che millantano esperienza nel settore, proponendo dei format ripetitivi, molto costosi nella gestione, e quindi poco remunerativi. Una vera area benessere deve garantire una resa rapportata all’investimento.