Tratto dalla rubrica:

L'esperto di Spa risponde

Suite Benessere N. 14

Esperto risponde suite benessere 14

Sauna o bagno turco?

Alessandro di Milano chiede: Egregio Daniele Cantoni, sono un padre di famiglia che, da un po’ di tempo si trova coinvolto in una strana discussione: abbiamo acquistato un nuovo appartamento e stiamo decidendo per l’inserimento di una “sauna” nella parte finale del corridoio nella zona notte. La discussione è nata quando mia figlia e mia moglie si sono impuntate nell’affermare che volevano un “bagno turco”, di diversa idea è mio figlio che con l’esperienza fatta in palestra, preferisce la sauna con la quale secondo lui “si suda di più”. Al contrario dei miei familiari io non ho esperienza in merito, e l’architetto che ci sta progettando la casa, mi ha candidamente detto che non è un esperto in materia, cosa mi consiglia?

La risposta dell’esperto di Spa

Caro lettore, la sua è una decisione non facile da prendere, perché esistono vari risvolti per ogni scelta che deciderà di adottare. Premetto che, nelle aree benessere di tutto il mondo, le saune sono frequentate soprattutto da uomini, e i bagni turchi invece sono preferiti dalle donne. Capisco suo figlio che, abituato all’utilizzo della sauna, (da sempre l’attrezzatura benessere più presente nelle palestre italiane) probabilmente non conosce i benefici d’altri “bagni di calore”. Contrariamente a quello che molti credono, nella sauna (95 gradi con umidità circa del 20%) è vero che a parità di minuti si suda di più, ma il clima del bagno turco (45 gradi con umidità superiore al 90%) permette una permanenza nettamente superiore e di conseguenza una maggiore perdita di liquidi.

Capisco anche la parte femminile della famiglia. Le donne hanno una pressione sanguigna mediamente inferiore agli uomini e per questo motivo (il calore abbassa la pressione) riescono a sopportare meglio il bagno turco. Non trascuriamo inoltre i benefici estetici che si possono ottenere, la gran percentuale d’umidità associata al calore permette di avere oltre ad una naturale detossinazione, una profonda pulizia della pelle. Per migliorarne l’effetto, consiglio di praticare ogni mese, un peeling possibilmente a base di gel marino, i cui sali aumenteranno l’effetto osmotico, favorendo così, un’ulteriore diminuzione della ritenzione idrica.

A questo punto è necessario prendere in esame alcuni fattori tecnici.

La sauna è più semplice da collocare (richiede unicamente una presa di corrente ed un ricambio d’aria, integrato da un’uscita collegata con l’esterno), quindi sarebbe possibile installarla, come lei ha già previsto, nel corridoio, anche se normalmente lo sconsiglio. Faccia attenzione al fatto che le saune hanno irrimediabilmente un’immagine di montagna, che potrebbe non sposarsi con l’arredamento della casa, quindi oltre alle saune prefabbricate che si trovano sul mercato (in certi casi validissime per qualità e prezzo) si può prevedere di personalizzare anche questo ambiente con linee e materiali in sintonia con l’arredamento.

Dovendo decidere per il bagno turco le sconsiglio vivamente di inserirlo nel corridoio, perché la parte antistante di questo servizio richiede una configurazione che si avvicina più ad una piscina che ad un passaggio della zona notte, vista l’inevitabile fuoriuscita di vapore e di gocce ad ogni apertura della porta. Tecnicamente, oltre alle prese d’acqua e delle pilette di scarico sifonate, richiede le stesse predisposizioni della sauna; esteticamente salvo che non si utilizzino un prefabbricato in vetroresina, ci si può sbizzarrire con varie forme e materiali in sintonia con qualsiasi arredamento.

Apprezzo molto il suo architetto che “candidamente” ha manifestato l’inesperienza, invece, purtroppo spesso mi è capitato di trovarmi di fronte a “professionisti” che si sono improvvisati in scelte poi verificatesi sconvenienti per il cliente. Concludendo, le consiglio vivamente di frequentare almeno due o tre volte un centro che permetta l’utilizzo di tali servizi, per potersi rendere conto, anche di quello che “lei” preferisce.


Cos’è il laconucum?

Luca di Casalecchio (BO) chiede: Si parla spesso del servizio “LACONUCUM” soprattutto nelle pubblicità di alcuni famosi alberghi. Potrebbe spiegarmi di cosa si tratta?

La risposta dell’esperto di Spa

Il laconicum, nei gymnasia greci prima, e nelle antiche terme romane poi, era una stanza dedicata agli sportivi o clienti che desideravano sudare. Il calore in un primo momento era fornito da grandi stufe con coperchi in metallo (l’apertura e chiusura del coperchio regolava la temperatura), in un’epoca successiva fu introdotto un sistema che distribuiva il calore nelle intercapedini del pavimento e delle pareti. Oggi, il laconicum è ricostruito con gli stessi criteri di un tempo ma con tecnologie moderne, pavimento, pareti e panche sono riscaldate elettricamente o tramite circuiti di acqua calda, il tutto ricrea ambiente secco con una temperatura interna di 65°. Nel laconicum si ha una sudorazione più lenta e meno faticosa, questo per l’effetto “contatto” del corpo con la pietra o mosaico riscaldato a 37°.


Cos’è una Destination?

Mario di Napoli chiede: Vorrei sapere cos’è una DESTINATION.

La risposta dell’esperto di Spa

Il termine SPA in campo internazionale è ormai usato per definire quella che in Italia definiamo area benessere e in certi casi centro estetica. Il termine (sembrerà strano in un modo invaso dagli inglesismi) è d’origine latina, e deriva dalle iniziali di Salus Per Aquam, la salute che deriva dall’acqua. La DESTINATION SPA è una struttura alberghiera, la cui attività principale è il benessere, dove esistono proposte soggiorno da due a quindici giorni ed oltre, con pacchetti che coinvolgono il cliente per tutto l’arco della giornata. La farà sorridere, ma per poterla descrivere con una sola parola, in Italia usiamo un inglesismo (per niente internazionale): Beauty Farm.


Perché il mosaico si è consumato?

Un albergatore chiede: Sono un albergatore, vorrei avere una spiegazione con riferimento ad un fatto stranissimo, che mi è accaduto nella zona benessere dell’hotel. L’anno scorso ho fatto costruire un bellissimo idromassaggio in mosaico di marmo Botticino, le cui misure sono 7×4 m. corredato di un moderno sistema automatico di filtrazione e controllo del ph, il quale mi ha dato qualche problema di taratura per un periodo, poi prontamente rimesso a posto. L’idromassaggio funziona 12 ore al giorno e può contenere 10 persone con una capienza di 22 metri cubi d’acqua. A distanza di un anno dalla sua costruzione, mi trovo a costatare che il mosaico di marmo si è completamente “consumato”, si è come disintegrato, al contrario delle sue fugature che sono tuttora integre. Non riesco a capire cosa possa essere accaduto, la ringrazio anticipatamente distinti saluti.

La risposta dell’esperto di Spa

Come vede abbiamo accolto la sua richiesta d’anonimato, visto il caso particolare. Nonostante i pochi dati che mi ha descritto credo di aver individuato cosa può aver generato il suo problema. Da alcuni anni piscine e idromassaggi pubblici sono dotati di ricercate centraline di controllo del cloro e del ph., una staratura della centralina, o l’esaurirsi di un prodotto (di solito immediatamente segnalata da un allarme), possono dare origine ad una variazione del ph, ad esempio un aumento dell’acidità dell’acqua. In questi casi si possono verificare conseguenze molto spiacevoli, come un’irritazione con arrossamento della pelle dei clienti, ed una progressiva “corrosione” dei materiali di rivestimento, in particolar modo se di tipo calcareo (ad esempio ogni varietà di marmo).

Credo che il suo “prontamente” sia relativo a quando ci si è accorti del problema, e se per caso rammenta qualche cliente con le “gambe arrossate”, vuol affermare che abbiamo centrato la questione. In conclusione, non potendo spesso evitare (per questioni estetiche) l’utilizzo di materiali calcarei, come rivestimenti d’idro e piscine, è buona regola posizionare una spia di controllo della centralina (cloro e ph) in un punto sempre visibile (reception), in quei casi dove la spia è inserita nel pannello di controllo della zona tecnica, è necessari prevedere un’ispezione a cadenze fisse di tale area da parte del personale addetto, se non si vuole incorrere in gravi problemi alla struttura e ancor di più ai clienti.


Odore nel bagno turco?

Andrea chiede: Egregio Daniele Cantoni sono un albergatore toscano, e da circa un anno mi sono fatto costruire da un’azienda un bagno turco per sei persone in mosaico. Ha sempre funzionato benissimo, tanto che era diventato il fiore all’occhiello della mia piccola struttura. Quattro o cinque mesi fa si è iniziato a sentire un leggero odore, che con il tempo è aumentato, fino ad arrivare ad un mese fa, quando per l’odore insopportabile ho dovuto con mio grosso rammarico chiudere il servizio. Nel bagno turco c’è un forte odore come di “uova marce”, ho provato di tutto, da un lavaggio con prodotti igienizzanti ad una verifica dello scarico interno. L’azienda costruttrice dopo un controllo (a detta loro) “accurato” ha respinto ogni responsabilità perché costruito secondo le norme. Che cosa posso fare?

La risposta dell’esperto di Spa

Determinare da cosa derivi il cattivo odore in questione per un addetto ai lavori è abbastanza semplice, è il tipico nauseabondo odore dovuto al ristagno d’acqua. Individuarne la causa (soprattutto senza vederlo) è assai più difficile. Un odore di ristagno si può ottenere da una cattiva aerazione del locale, ma sicuramente non è il suo caso. Una cosa è certa, l’azienda costruttrice, o fa la furba o è una delle tantissime aziende che s’improvvisano costruttrici di “zone umide” visto il mercato in forte ascesa; dico questo perché ogni vera azienda del settore ha uno scheletro nell’armadio, di un bagno turco magari affidato per il montaggio al dipendente apprendista che… in seguito crea il suo stesso problema. Inoltre non esistono norme specifiche in Italia sulla costruzione di un bagno turco in muratura, è più facile trovarle in Siria o Turchia.

Per la mia esperienza le consiglio di far controllare (dall’azienda costruttrice) tutti i punti di possibile ristagno d’acqua come: ogni punto di contatto tra panche e parete, gli stipiti delle porte, i contatti delle pareti con pavimento e tetto, tutte le fugature e se ce ne sono tutte le siliconature, tutte le tubazioni in particolar modo quelle all’interno delle pareti (rompendole se è necessario) in fine il generatore di vapore. Tranne rari casi, in cui il problema è dato dal tipo d’acqua usato, il tutto deriva da un errore di montaggio o da un’inesperienza costruttiva, nonostante ciò le consiglio di trovare un accordo con l’azienda in questione perché una causa (oltre ad essere lunga), non sarebbe d’esito certo vista la mancanza di periti esperti del settore. In tutta la mia attività mi sono imbattuto in due casi simili al suo, mi dispiace affermarle che fu necessario distruggere e poi ricostruire nuovamente entrambe le cabine.