interviste
Day-Spa a Milano: Habits Culti
Intervista a Daniele
Cantoni
Articolo tratto dalla rivista Wellness Design
N. 03 | 2004
Situata a pochi passi da Corso Vercelli ha aperto all'inizio
dell'anno Habits Culti, day spa cittadina dalla raffinata
progettazione essenzialista, opera di Daniele Cantoni
fondatore di Spa-Concept.
Al
piano terra si sviluppano il caffè-ristorante
Noy, dal sobrio design, lo spazio per la vendita di
fiori, piante e di cioccolata e prodotti affini con
marchio personalizzato e un locale per la commercializzazione
di automobili. Un'ampia scala disegnata con semplicità
ed eleganza, con i parapetti in cristallo e sormontata
da un lucernario, porta al seminterrato dove si sviluppa
la spa. Il bancone all'ingresso che riprende i toni
chiari e rilassanti delle pareti è accompagnato,
come in una sorta di piazzetta, da sedie e panche disposte
sotto ombrelloni in legno dai tessuti color panna. A
sinistra si accede al percorso donne e a spazi di servizio
con un ufficio e una zona trattamenti privata, a destra
entrano gli uomini formando due percorsi distinti, tra
loro paralleli, con in comune due stanze con le vasche
di galleggiamento [utilizzabili alternativamente donne-uomini]
e la zona relax.
Varcata la soglia della spa si accede allo spogliatoio,
accolti da colori alle pareti e a pavimento dalle tonalità
beige che ben si accompagnano al legno caldo degli armadietti
e ai tendaggi avorio che delimitano gli ambienti per
il cambio d'abito. Un bagno ampio e razionale completa
la zona. Un corridoio conduce verso i primi locali della
SPA che sono le due stanze "comuni" che accolgono
centralmente una vasca "nuvola" di galleggiamento
a secco, locali che possono funzionare con o senza opera
tori. Completano quest'area due cabine per i trattamenti
nella
zona donne e una in quella uomini.
Gli spazi successivi, la cosiddetta zona umida, sono
caratterizzati da lastre di marmo chiaro, disegnate
e tagliate una ad una e poi numerate per la messa in
opera. Il bagno turco dispone di una feritoia verticale
dalla quale entra un raggio di luce, riproducente l'elemento
naturale, prodotto da un proiettore a soffitto la cui
luce viene rifratta e indirizzata da un elemento verticale
in cristallo. Le due vasche idromassaggio in marmo,
singole e a forma di chaise longue sono autoigienizzanti,
un unico tasto gestisce tutti i movimenti. La distanza
tra le due postazioni è studiata per permettere
un colloquio senza però invadere l'intimità
del vicino. Il posizionamento ha tenuto conto delle
ispezioni tecniche necessarie per la manutenzione per
mettendo un giro completo tutt'intorno.
La stanza docce non ha porte e prevede una lama d'acqua
e un getto variabile, oltre a due sedute da cui usufruire
della nebbia fredda. L'ambiente si sviluppa su un piano
unico con la pendenza diretta verso lo scarico doccia.
Il locale hammam dall'ampio piano e dalle pareti riscaldate
completa la zona umida. Le vaschette ai lati del piano
non dispongono di troppo pieno, ma bensì un sistema
di raccolta delle acque le indirizza verso lo scarico
della doccia posta di fronte. Un particolare sistema
di ricircolo dell'aria contribuisce al mantenimento
costante della temperatura in tutto il locale e nei
suoi elementi.
L'essenzialismo e l'eleganza, caratteristiche tipiche
dei progetti di Cantoni unitamente all'attenzione nel
facilitare pulizia e manutenzione, raggiungono in quest'area
della SPA l'espressione massima; la fessura centrale
a pavimento, unico elemento di scolo del locale è
un ulteriore particolare che contribuisce a impreziosire
l'ambiente. Al termine dei percorsi la zona relax accoglie
gli ospiti coi suoi lettini e il suo pavimento ligneo.
Sulle pareti laterali armadiate sapientemente mascherate
raccolgono i volumi tecnici.
Tre
domande a Daniele Cantoni
Qual è la prima cosa cui hai pensato nel progettare
la spa di Habits Culti?
Prima di iniziare la progettazione, è nostro
uso intraprendere una serie di incontri con la proprietà,
per determinare quali siano i "reali"obiettivi,
supportandoli con un meticoloso business plan dell'area.
In questo caso, un insieme di fattori [la proprietà,
il marchio, il quartiere, i contatti già esistenti]
ci ha fatto propendere per una realizzazione che avesse
un posizionamento di mercato molto alto. 0ggi [ad alcuni
mesi dall'apertura] possiamo affermare che tale scelta
è stata vincente, e premiata dall'attuale clientela.
Per questo target, abbiamo progettato una spa, che potesse
diventare per i clienti "una piccola vacanza"
nel pieno centro di Milano, e allo stesso tempo un luogo
dove il businessman potesse intraprendere un percorso
di "lavoro" con un cliente [come nelle antiche
terme romane], senza dover ricorrere al solito ufficio
o ristorante; a tal proposito, sono state realizzate
delle strutture che permettessero un percorso accoppiato,
idoneo per entrambi gli obiettivi.
Quali materiali avete usato?
Marmo, vetro e legno, ma soprattutto marmo, di un unico
colore, lavorato e posato con tecniche particolari;
come ad esempio per la posa in opera delle due coppie
di vasche idro [a forma di chaise longue] in massello
di marmo. Per ottenere uniformità di sfumature,
i nostri marmisti iniziano selezionando direttamente
nelle cave solo il "fiore" di nostro interesse
inoltre la lavorazione al laser e la posa numerata d'ogni
singola piastra, ci permettono di eseguire volumi e
curve, difficilmente realizzabili con questa materia.
Tutti i pavimenti di legno sono drenanti, per permettere
l'aerazione e la pulizia dell'area sottostante, il vetro
satinato è stato utilizzato nelle porte dell'area
umida, come divisorio per le zone interne, e per rivestire
alcune pareti.

Da cosa è riconoscibile un vostro progetto?
Esteticamente da un estremo "purismo" nelle
forme e nei materiali, da un attento utilizzo della
luce solare, anche con canali di rifrazione dove non
è possibile averla diretta; per intenderci: non
abbiamo mai progettato né realizzato un cielo
stellato a fibre ottiche. Da una grande attenzione nella
realizzazione di "percorsi", in sinergia con
le future proposte commerciali dell'area e in sintonia
con la "mission" della proprietà. Nella
sostanza siamo riconoscibili dal fatto che i nostri
progetti architettonici seguono le indicazioni di un
business plan [da noi realizzato], e non viceversa.
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