l'esperto risponde
Tratto dalla rubrica "L'esperto risponde"
della rivista Suite Benessere
N. 16 | Inverno 2003
| Egregio
dott. Cantoni,
sono un albergatore che ri siede in una zona dove
purtroppo l'acqua è eccessivamente ricca
di calcare, tanto da dover chiamare quasi mensilmente
dei tecnici, per fare assistenza al generatore di
vapore del bagno turco, nonostante l'hotel sia provvisto
di un sistema di filtraggio generale dell'acqua.
La scorsa settimana, dopo l'ennesima salassata,
il tecnico dell'assistenza mi ha proposto di cambiare
il generatore con un modello molto costoso che non
risente del calcare. Cosa mi consiglia di fare?
La ringrazio, Davis U. [Genova] |
Gentile signor Davis, esistono principalmente due tipi
di produttori di vapore: a resistenze e a elettrodi. Il
modello più usato in campo intemazionale è
quello a resistenze, nonostante faciliti l'accumulo di
calcare; questo è il motivo per cui sono necessarie
frequenti e costose manutenzioni [pulizia ed eventuale
cambio delle resistenze]. Il modello a elettrodi è
sicuramente il più indicato in zone con acqua ricca
di calcare, anche se non elimina completamente il problema,
bensì lo riduce a termini accettabili; questo sistema
funziona anche con acque ricche di "impurità".
Personalmente ne sconsiglio l'installazione solo in zone
dove si è costretti ad utilizzare acqua di mare
desalinizzata [isole, ecc.]. Negli ultimi anni ho avuto
modo di verificare che nessun sistema di addolcimento
dell'acqua può portare benefici al problema del
calcare nei centri benessere, tranne un sistema di filtraggio
professionale a cartuccia ricambiabile, attualmente prodotto
in Germania, scomodo ma efficace. In conclusione, se lei
possiede un produttore a resistenze le consiglio di accettare
la proposta del suo tecnico, resta solo da verificare
il reale costo dell'operazione [mi faccia pervenire un
preventivo e con piacere le darò un mio parere
a stretto giro di posta] e se il "molto costoso"
deriva dalla città da cui mi scrive.
| Egregio
Daniele Cantoni, sono un albergatore di Vicenza
e sto valutando la possibilità di inserire
un centro benessere di 800 mq. nella nostra struttura.
Dai calcoli dell'ingegnere, l'assorbimento di kw/h
generato dalle attrezzature previste nell'area in
questione, sommato al nostro attuale consumo, ci
costringono a richiedere un notevole aumento dell'erogazione
di corrente elettrica, con il conseguente aumento
dei costi e soprattutto un iirrimediabile allungamento
dei tempi. Esiste un modo per diminuire i consumi,
lasciando invariato il numero delle attrezzature
già previsto? Francesco C. [Vicenza] |
Si, esistono due soluzioni per ovviare al suo problema.
Il fatto che 800 mq. di area benessere le creino un "notevole
aumento" del consumo elettrico è certamente
dovuto al previsto utilizzo di attrezzature ad alto consumo.
Da qualche tempo inserisco nelle progettazioni attrezzature
riscaldate ad acqua che, oltre ad essere più salutari
poiché evitano dannosi campi magnetici, diminuiscono
di molto i consumi. Per tutte quelle attrezzature che
non possono "funzionare ad acqua", esiste la
possibilità di utilizzare una gestione "intelligente"
dei consumi tramite un sistema computerizzato che collega
e scollega le varie attrezzature secondo le necessità
e i limiti di assorbimento voluti. In questo caso sarà
necessario avvisare per tempo l'azienda che realizzerà
l'area benessere, perché possa predisporre per
ogni attrezzatura delle particolari "uscite"
di collegamento al sistema di gestione. Effettivamente
il suo è un problema che tocca tutti i centri benessere,
tanto che in parecchi conti economici spesso notiamo che
la voce "con sumo elettrico" incide pesantemente
sulla redditività. Se avete già deciso o
acquistato tutte le attrezzature, vi consiglio di utilizzare
il sistema di gestione intelligente, altrimenti sappiate
che esistono attrezzature di nuova generazione che funzionando
ininterrottamente consumano solo 3,2 Kw al giorno.
| Vorrei
sapere qual è la funzione del "tepidarium"
nel percorso di un centro benessere, e da cosa è
costituito. Augusto C. [Napoli] |
Già dai tempi delle antiche
terme imperiali, questa particolare area era utilizzata
per "acclimatare" le persone (aumentandone o
diminuendone la temperatura corporea tramite delle soste
più o meno prolungate; questo prima di entrare
o uscire dalle stanze ad alta temperatura [laconicum e
calidarium]. Nei modemi centri benessere, purtroppo, quest'area
talvolta non è progettata, e se c'è non
è usata come preparazione ma come sosta finale,
spesso erroneamente sostituisce la zona relax. Il tepidarium
è costituito da una stanza possibilmente luminosa
e ben isolata dai rumori esterni, con panche o chaise
longue in pietra o mosaico riscaldata a 37° centigradi.
L'ambiente, grazie a una buona coibentazione o a un pavimento
riscaldato, dovrebbe mantenere una temperatura di circa
30° centigradi.
| Vorrei
sapere dal vostro esperto se la qualità del
mosaico utilizzato per rivestire una cabina riscaldata
può influire sulla resa. Grazie, Paolo C.
[Palermo] |
Si, in parte. Ad esempio, un laconicum
di 7 mq. rivestito con mosaico vetroso, raggiunge la temperatura
d'esercizio in circa 30 minuti, contro i 60 e oltre necessari
a un rivestito con mosaico di marmo. Per contro, il raffreddamento
sarà inversamente proporzionale.
| Cosa
sono i "cinque Tibetani"? Riccardo V.
[Montebelluna - TV] |
Si tratta di cinque esercizi yoga
tramandati dalla millenaria tradizione orientale e selezionati
da grandi maestri, che sono in grado di armonizzare il
nostro corpo rallentando l'invecchiamento. Sono infatti
conosciuti come "fonte dell'eterna giovinezza",
e parecchie SPA internazionali li propongono associati
a specifici trattamenti ayurvedici. |