l'esperto risponde
Tratto dalla rubrica "L'esperto risponde"
della rivista Suite Benessere
N. 15 | Autunno 2003
| Egregio
Daniele
Cantoni
posseggo una villetta con taverna e garage poco
utilizzati; con mia moglie abbiamo deciso di trasformarli
in un piccolo angolo benessere, abbiamo già
le idee chiare riguardo alla sauna e il bagno turco
[abbiamo letto il suo articolo del precedente numero],
vorremmo sapere qualcosa riguardo alle docce emozionali
ed altri sistemi analoghi. Grazie Uccio M. [Caltagirone
- CT] |
Il termine "docce emozionali"
è spesso utilizzato nel nostro settore per identificare
uno o più effetti d'acqua, che con luci profumi
e suoni creano per l'appunto piacevoli sensazioni/emozioni.
Le più conosciute sono:
Nebbia fredda - è una pioggerellina micronizzata
fresca, con la profumazione alla menta, da abbinare con
una luce verde/blu.
Pioggia tropicale - sono delle gocce grosse e calde,
con una profumazione tropicale [maracuja], da abbinare
con una luce arancio.
Doccia a lama - è una larga fessura d'acqua che
come una soffice cascata procura un piacevole massaggio
sulle zone di contatto.
Temporale estivo - è dato da un gran numero
di gocce molto grosse che cadono dal soffitto ricreando
un effetto del tutto simile alla perturbazione estiva.
Wasser paradise - è un percorso [spesso
ad U], che raggruppa innumerevoli effetti temporizzati
in una sequenza che crea una piacevole sorpresa ad ogni
passo.
L'abbinamento al bagno di calore per alcuni di questi
effetti d'acqua è molto indicato per creare un
buon effetto reazione, e per potersi piacevolmente rinfrescare
nei periodi caldi, tipici della latitudine da cui ci
scrive.
| Sono
stata in un centro dove praticavano massaggi ayurvedici,
e ho sentito parlare dei Marma, fino ad oggi avevo
sempre e solo sentito parlare dei punti Chakra.
Mi può spiegare cosa sono e a cosa servono?
Greta B. [Zerobranco - TV] |
Con il termine "Chakra" viene molto spesso,
ed erroneamente, attribuito il concetto di "Marma".
Quest'ultimo termine appartiene alla tradizione ayurveda
e indica i centri energetici, punti anatomici di riflesso.
I Marma più importanti sono 107. Essi sono attivati
dal prana [energia vitale] che li raggiunge attraverso
le Nadi [canali sottili]. Immaginate un grande pianista,
che con una precisa sequenza di pressioni sui tasti, riesce
ad ottenere una musica soave; lo stesso succede quando
un bravo operatore, attraverso una studiata sequenza di
pressioni dei punti Marma, può riequilibrare il
flusso pranico e farci tornare in perfetta armonia con
noi stessi, e quindi con l'universo.
| Dirigo
per conto di un gruppo internazionale due hotel
in una città turistica. In uno stiamo terminando
la costruzione di un bellissimo centro benessere
di 350 mq.con zona attesa, area umida, zona estetica,
zona docce e idromassaggi, palestra ed una grande
zona relax. Stiamo valutando l'opportunità
di dare l'area in gestione ad un gruppo esterno,
dobbiamo inoltre decidere un'eventuale apertura
agli esterni e se far entrare uomini e donne insieme.
Vorrei avere un parere dal Vostro esperto e qualche
consiglio per l'imminente realizzazione nel secondo
hotel. Grazie, Nicola R. |
Egregio direttore, si immagini di doversi comprare un
abito, e di incaricare un suo amico dell'acquisto senza
comunicargli la taglia o dirgli se lo userà per
una cerimonia estiva o per un appuntamento informale invernale.
Con molta probabilità diventerà proprietario
di un abito che per usarlo, dovrà far adattare
alle sue misure ed esigenze. La stessa cosa succede per
un centro benessere che non sia stato progettato e realizzato
su "taglie" esistenti ed "obiettivi"
futuri. Questo per affermarle che non esistono gruppi
esterni che possano avere una loro metodologia che "calzi"
perfettamente con un centro già costruito, dovranno
sicuramente adattarsi, perdendo parte della loro forza,
e trascurando alcune zone già esistenti del centro;
inoltre spesso in questi casi la clientela si accorge
di avere a che fare con un appendice non perfettamente
integrata nel sistema. Per quanto riguarda l'apertura
agli esterni [che personalmente consiglio quasi sempre]
e la promiscuità, fanno parte di quelle "taglie"
che vanno decise prima della progettazione perché
modificano profondamente spazi percorsi e tecnologie,
ad esempio noto nel suo elenco che non sono previsti degli
spogliatoi, punto di partenza per la decisione "clienti
esterni". Sulla promiscuità salvo che non
sia stato previsto un percorso separato, vi consiglio
di prevedere nelle aree umide l'entrata con l'obbligo
del costume [il nudo è più igienico ma poco
tollerato in gran parte d'Italia] e prevedere una giornata
da dedicare in esclusiva ad ogni sesso senza l'obbligo
del costume, altra possibilità [più complessa]
è la gestione ad orari separati che va studiata
con un attenta analisi della clientela e dei flussi della
città. Non avendo dati come: città, numero
di camere, clientela esistente ecc. non mi sento di darle
ulteriori consigli se non quello che per l'imminente realizzazione
del secondo hotel, sarà bene analizzare con il
professionista che vi segue questi ed altri punti prima
della progettazione.
| Egregio
Daniele Cantoni vorrei sapere se la nazionalità
della clientela può influire sulla progettazione
di una zona benessere, poiché il nostro albergo
[nonostante l'undici settembre] è frequentato
per 80% da americani. Gradiremmo qualche suggerimento.
Grazie, Vania M. [Venezia] |
La nazionalità della clientela
esistente, è uno dei parametri fondamentali nella
progettazione dell'area benessere; nel suo caso specifico,
gli americani amano l'acqua e tutti i servizi legati
a questo elemento: immaginando serie difficoltà
nella realizzazione di una spaziosa piscina nella sua
città, opterei per una serie d'idromassaggi singoli
e di gruppo, abbinati a percorsi acquatici a parete,
prevedrei inoltre l'inserimento nella zona beauty di
vasche flottanti per il rilassamento, e massaggi con
l'acqua [molto usati in america] come il wet table.
Il tutto con quel tocco italiano che loro ricercano
ovunque.
| Egregio
Dott. Cantoni siamo una famiglia di albergatori
di una conosciuta stazione termale dell'Italia del
nord, stiamo valutando la possibilità di
inserire un'area benessere nel nostro hotel. Ci
siamo rivolti ad un amico architetto, il quale ci
ha presentato un progetto con poca personalità,
e alla domanda ma quanto rende, ha risposto che
non ne aveva la più pallida idea.
Vorremmo sapere a chi ci potremmo rivolgere e se
ha qualche suggerimento da darci. Grazie. |
Caro Signor ... Albergatore, la sua è una problematica
che mi è frequentemente riproposta da molti suoi
colleghi. Mi permetta di difendere il suo architetto perché,
la "poca personalità" potrebbe essere
determinata da difficoltà tecnico/strutturali,
e non è di certo il suo ruolo analizzarne la resa.
Quindi, se avete le idee ben chiare vi consiglio di rivolgervi
ad un'azienda specializzata del settore, facendo molta
attenzione perché quelle serie e con esperienza,
in Italia si contano sulle dita di una mano. Se invece
volete capire quale è la cosa più conveniente
per la vostra struttura vi consiglio di interpellare un
esperto consulente del settore, che con un analisi iniziale
vi potrà organizzare un progetto adatto alle vostre
esigenze, tenendo conto di fattori esistenti e soprattutto
degli obiettivi da raggiungere, oltre a stilare un business
plan che tenga conto di tutto [dal costo del personale
all'incidenza dei prodotti ecc
] permettendovi così
di poter fare un investimento nella massima tranquillità.
Per quanto riguarda i suggerimenti non conoscendo nulla
della vostra struttura non sono in grado di scendere in
particolari, con l'unico riferimento in mio possesso [stazione
termale], vi posso dire che un anno fa fui incaricato
di fare una consulenza per conto dell'ente che gestiva
una famosa stazione termale, e che come molte altre stava
tentando di spostarsi da un'immagine tipicamente curativa
ad una più legata al benessere; lo scoglio più
duro nel raggiungimento dell'obiettivo fu convincere gli
albergatori della zona che facevano parte di un'unica
squadra, e che con le sole individualità difficilmente
avrebbero vinto la sfida del mercato. |