l'esperto risponde
Tratto dalla rubrica "L'esperto risponde"
della rivista Suite Benessere
N. 14 | Estate 2003
| Egregio
Daniele
Cantoni, sono un padre di famiglia che, da
un po' di tempo si trova coinvolto in una strana
discussione: abbiamo acquistato un nuovo appartamento
e stiamo decidendo per l'inserimento di una "sauna"
nella parte finale del corridoio nella zona notte.
La discussione è nata quando mia figlia e
mia moglie si sono impuntate nel affermare che volevano
un "bagno turco", di diversa idea è
mio figlio che con l'esperienza fatta in palestra,
preferisce la sauna con la quale secondo lui "si
suda di più". Al contrario dei miei
familiari io non ho esperienza in merito, e l'architetto
che ci sta progettando la casa, mi ha candidamente
detto che non è un esperto in materia, cosa
mi consiglia? Alessandro A. [Milano] |
Caro lettore, la sua è una
decisione non facile da prendere, perché esistono
vari risvolti per ogni scelta che deciderà di adottare.
Premetto che, nelle aree benessere di tutto il mondo,
le saune sono frequentate soprattutto da uomini, e i bagni
turchi invece sono preferiti dalle donne.
- Capisco suo figlio che, abituato all'utilizzo della
sauna, [da sempre l'attrezzatura benessere più
presente nelle palestre italiane] probabilmente non
conosce i benefici d'altri "bagni di calore".
Contrariamente a quello che molti credono, nella sauna
[95 gradi con umidità circa del 20%] è
vero che a parità di minuti si suda di più,
ma il clima del bagno turco [45 gradi con umidità
superiore al 90%] permette una permanenza nettamente
superiore e di conseguenza una maggiore perdita di liquidi.
- Capisco anche la parte femminile della famiglia. Le
donne hanno una pressione sanguigna mediamente inferiore
agli uomini e per questo motivo [il calore abbassa la
pressione] riescono a sopportare meglio il bagno turco.
Non trascuriamo inoltre i benefici estetici che si possono
ottenere, la gran percentuale d'umidità associata
al calore permette di avere oltre ad una naturale detossinazione,
una profonda pulizia della pelle. Per migliorarne l'effetto,
consiglio di praticare ogni mese, un peeling possibilmente
a base di gel marino, i cui sali aumenteranno l'effetto
osmotico, favorendo così, un'ulteriore diminuzione
della ritenzione idrica.
A questo punto è necessario prendere in esame
alcuni fattori tecnici.
- La sauna è più semplice da collocare
[richiede unicamente una presa di corrente ed un ricambio
d'aria, integrato da un'uscita collegata con l'esterno],
quindi sarebbe possibile installarla, come lei ha già
previsto, nel corridoio, anche se normalmente lo sconsiglio.
Faccia attenzione al fatto che le saune hanno irrimediabilmente
un'immagine di montagna, che potrebbe non sposarsi con
l'arredamento della casa, quindi oltre alle saune prefabbricate
che si trovano sul mercato [in certi casi validissime
per qualità e prezzo] si può prevedere
di personalizzare anche questo ambiente con linee e
materiali in sintonia con l'arredamento.
- Dovendo decidere per il bagno turco le sconsiglio
vivamente di inserirlo nel corridoio, perché
la parte antistante di questo servizio richiede una
configurazione che si avvicina più ad una piscina
che ad un passaggio della zona notte, vista l'inevitabile
fuoriuscita di vapore e di gocce ad ogni apertura della
porta. Tecnicamente, oltre alle prese d'acqua e delle
pilette di scarico sifonate, richiede le stesse predisposizioni
della sauna; esteticamente salvo che non si utilizzino
un prefabbricato in vetroresina, ci si può sbizzarrire
con varie forme e materiali in sintonia con qualsiasi
arredamento.
- Apprezzo molto il suo architetto che "candidamente"
ha manifestato l'inesperienza, invece, purtroppo spesso
mi è capitato di trovarmi di fronte a "professionisti"
che si sono improvvisati in scelte poi verificatesi
sconvenienti per il cliente.
- Concludendo, le consiglio vivamente di frequentare
almeno due o tre volte un centro che permetta l'utilizzo
di tali servizi, per potersi rendere conto, anche di
quello che "lei" preferisce.
| Si
parla spesso del servizio "LACONUCUM"
soprattutto nelle pubblicità di alcuni famosi
alberghi. Potrebbe spiegarmi di cosa si tratta?
Luca C. [Casalecchio - BO] |
Il laconicum, nei gymnasia greci
prima, e nelle antiche terme romane poi, era una stanza
dedicata agli sportivi o clienti che desideravano sudare.
Il calore in un primo momento era fornito da grandi
stufe con coperchi in metallo [l'apertura e chiusura
del coperchio regolava la temperatura], in un'epoca
successiva fu introdotto un sistema che distribuiva
il calore nelle intercapedini del pavimento e delle
pareti. Oggi, il laconicum è ricostruito con
gli stessi criteri di un tempo ma con tecnologie moderne,
pavimento, pareti e panche sono riscaldate elettricamente
o tramite circuiti di acqua calda, il tutto ricrea ambiente
secco con una temperatura interna di 65°. Nel laconicum
si ha una sudorazione più lenta e meno faticosa,
questo per l'effetto "contatto" del corpo
con la pietra o mosaico riscaldato a 37°.
| Vorrei
sapere cos'è una DESTINATION SPA. Mario R.
[Napoli] |
Il termine SPA in campo internazionale
è ormai usato per definire quella che in Italia
definiamo area benessere e in certi casi centro estetica.
Il termine [sembrerà strano in un modo invaso dagli
inglesismi] è d'origine latina, e deriva dalle
iniziali di Salus Per Aquam, la salute che deriva dall'acqua.
La DESTINATION SPA è una struttura alberghiera,
la cui attività principale è il benessere,
dove esistono proposte soggiorno da due a quindici giorni
ed oltre, con pacchetti che coinvolgono il cliente per
tutto l'arco della giornata. La farà sorridere,
ma per poterla descrivere con una sola parola, in Italia
usiamo un'inglesismo [per niente internazionale]: Beauty
Farm.
| Sono
un albergatore, vorrei avere una spiegazione con
riferimento ad un fatto stranissimo, che mi è
accaduto nella zona benessere dell'hotel. L'anno
scorso ho fatto costruire un bellissimo idromassaggio
in mosaico di marmo Botticino, le cui misure sono
7x4 m. corredato di un moderno sistema automatico
di filtrazione e controllo del ph, il quale mi ha
dato qualche problema di taratura per un periodo,
poi prontamente rimesso a posto. L'idromassaggio
funziona 12 ore al giorno e può contenere
10 persone con una capienza di 22 metri cubi d'acqua.
A distanza di un anno dalla sua costruzione, mi
trovo a costatare che il mosaico di marmo si è
completamente "consumato", si è
come disintegrato, al contrario delle sue fugature
che sono tuttora integre. Non riesco a capire cosa
possa essere accaduto, la ringrazio anticipatamente
distinti saluti. |
Come vede abbiamo accolto la
sua richiesta d'anonimato, visto il caso particolare.
Nonostante i pochi dati che mi ha descritto credo di
aver individuato cosa può aver generato il suo
problema. Da alcuni anni piscine e idromassaggi pubblici
sono dotati di ricercate centraline di controllo del
cloro e del ph., una staratura della centralina, o l'esaurirsi
di un prodotto [di solito immediatamente segnalata da
un allarme], possono dare origine ad una variazione
del ph, ad esempio un aumento dell'acidità dell'acqua.
In questi casi si possono verificare conseguenze molto
spiacevoli, come un'irritazione con arrossamento della
pelle dei clienti, ed una progressiva "corrosione"
dei materiali di rivestimento, in particolar modo se
di tipo calcareo [ad esempio ogni varietà di
marmo]. Credo che il suo "prontamente" sia
relativo a quando ci si è accorti del problema,
e se per caso rammenta qualche cliente con le "gambe
arrossate", vuol affermare che abbiamo centrato
la questione. In conclusione, non potendo spesso evitare
[per questioni estetiche] l'utilizzo di materiali calcarei,
come rivestimenti d'idro e piscine, è buona regola
posizionare una spia di controllo della centralina [cloro
e ph] in un punto sempre visibile [reception], in quei
casi dove la spia è inserita nel pannello di
controllo della zona tecnica, è necessari prevedere
un'ispezione a cadenze fisse di tale area da parte del
personale addetto, se non si vuole incorrere in gravi
problemi alla struttura e ancor di più ai clienti.
| Egregio
Daniele Cantoni sono un albergatore toscano, e da
circa un anno mi sono fatto costruire da un'azienda
un bagno turco per sei persone in mosaico. Ha sempre
funzionato benissimo, tanto che era diventato il
fiore all'occhiello della mia piccola struttura.
Quattro o cinque mesi fa si è iniziato a
sentire un leggero odore, che con il tempo è
aumentato, fino ad arrivare ad un mese fa, quando
per l'odore insopportabile ho dovuto con mio grosso
rammarico chiudere il servizio. Nel bagno turco
c'è un forte odore come di "uova marce",
ho provato di tutto, da un lavaggio con prodotti
igenizzanti ad una verifica dello scarico interno.
L'azienda costruttrice dopo un controllo [a detta
loro] "accurato" ha respinto ogni responsabilità
perché costruito secondo le norme. Che cosa
posso fare? Andrea P. |
Determinare da cosa derivi il
cattivo odore in questione per un addetto ai lavori
è abbastanza semplice, è il tipico nauseabondo
odore dovuto al ristagno d'acqua. Individuarne la causa
[soprattutto senza vederlo] è assai più
difficile. Un odore di ristagno si può ottenere
da una cattiva aerazione del locale, ma sicuramente
non è il suo caso. Una cosa è certa, l'azienda
costruttrice, o fa la furba o è una delle tantissime
aziende che s'improvvisano costruttrici di "zone
umide" visto il mercato in forte ascesa; dico questo
perché ogni vera azienda del settore ha uno scheletro
nell'armadio, di un bagno turco magari affidato per
il montaggio al dipendente apprendista che... in seguito
crea il suo stesso problema. Inoltre non esistono norme
specifiche in Italia sulla costruzione di un bagno turco
in muratura, è più facile trovarle in
Siria o Turchia. Per la mia esperienza le consiglio
di far controllare [dall'azienda costruttrice] tutti
i punti di possibile ristagno d'acqua come: ogni punto
di contatto tra panche e parete, gli stipiti delle porte,
i contatti delle pareti con pavimento e tetto, tutte
le fugature e se ce ne sono tutte le siliconature, tutte
le tubazioni in particolar modo quelle all'interno delle
pareti [rompendole se è necessario] in fine il
generatore di vapore. Tranne rari casi, in cui il problema
è dato dal tipo d'acqua usato, il tutto deriva
da un errore di montaggio o da un'inesperienza costruttiva,
nonostante ciò le consiglio di trovare un accordo
con l'azienda in questione perché una causa [oltre
ad essere lunga], non sarebbe d'esito certo vista la
mancanza di periti esperti del settore. In tutta la
mia attività mi sono imbattuto in due casi simili
al suo, mi dispiace affermarle che fu necessario distruggere
e poi ricostruire nuovamente entrambe le cabine.
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