interviste
Area relax o Spa?
Il benessere nelle situazioni prestigiose
Intervista a Daniele
Cantoni di Nennella Santelli
Articolo tratto dalla rivista Les Nouvelles Esthetique
N. 03 | 2005
Chiediamo a Daniele Cantoni, esperto e indiscusso protagonista
da 20 anni del mondo della cosmesi, dell'estetica e del
benessere, di parlarci dell'evoluzione del concetto benessere
[ormai oltremodo inflazionato] e di cosa si aspetta e
vuole la gente quando si avvicina ad una cosiddetta area
SPA.
Nennella
Santelll: Lei progetta e realiza aree relax, o SPA, o
benessere in situazioni prestigiose: hotel situati nei
paradisi delle vacanze, come pure nelle SPA in città.
Qual è stata fino ad oggi la sua opera di aree
benessere nel mondo dei classici Istituti di Estetica?
Danlele Cantoni: La maggior parte dei miei lavori si sviluppa
nel modo inverso: inserendo aree di Estetica all'interno
di grandi Centri benessere. E nei pochi casi in cui un'Estetista
mi ha contattato per un ampliamento dedicato al benessere,
mi sono sempre fatto scrupolo di fare un'attenta consulenza
a volte prima di iniziare progettazione e realizzazione.
Quasi sempre, con grande stupore dei clienti, a volte
ne ho sconsigliato la realizazione per un cattivo rapporto
tra costi e ricavi. Spesso l'Estetista, come la maggior
porte degli imprenditori che si rivolgono alla mia società,
decide di realizzare un'area benessere, più per
impulso che per una seria esigenza economica. E su queste
premesse che giocano gli improvvisati del settore, che
approfittando della poca esperienza specifica del cliente,
millantano ricavi inesistenti non supportati da seri conti
economici".
N.S.: Quale può essere la dimensione minima
indispensabile per realizzare una zona con strutture ad
acqua in un Centro estetico medio?
D.C.: I metri sono relativi, l'importante è non
cadere nell'errore di installare un pacchetto già
predefinito, al quale spesso l'Estetista si trova "obbligata"
ad adattarsi. È necessario invece, fare un'attenta
analisi del Centro esistente, della concorrenza, delle
tecniche e dei prodotti usati, per poter realizzare un'area
benessere, che si sposi perfettamente con la cultura esistente;
solo in questo modo potremo creare una sinergia, e non
un contrasto come talvolta ho verificato in alcuni Centri.
Ribadisco, l'Estetista non deve cadere nell'errore di
realizzare un'area benessere senza averne verificato prima
la resa, tramite un meticoloso business plan. Deve inoltre
ricordarsi che oltre al "fulcro" dell'area benessere,
esistono superfici "obbligatorie" da destinarsi
a zona relax, zona tecnica e spogliatoio. Le dimensioni
minime di un'area benessere, realizzandola nello stile
"suite", partono da un minimo di 40 mq.
N.S.: Quali sono le soluzioni e i materiali che lei
predilige nell'architettura dello spazio benessere?
D.C.: Oltre a una normale valutazione su resistenza e
porosità [fondamentale nell'area umida], con i
miei collaboratori operiamo sempre una grossa ricerca
nei confronti di forme e materiali che "facilitino"
la pulizia e l'igiene di tutte le strutture. Per chi non
ha la possibilità di visitare il sito di SPA-CONCEPT,
il nostro è uno stile puro ed essenziale, che ci
permette di progettare senza cornici e anfratti, da sempre
ricettacolo di polvere e sporco. Essendo in costante ricerca,
utiliziamo ogni tipo di materiale, senza fossilizzarci
nei soliti format visti e rivisti, ad esempio, ultimamente
stiamo realizzando pavimenti in legno di "bambù"
che oltre a essere spettacolari, hanno una resistenza
adatta alle esigenze di un'area benessere.
N.S.: Come vede il connubio tra le due realtà,
tecnologia e naturale, in un luogo dove si va per isolarsi
dalle situazioni aberranti odierne. Poiché penso
che in una vera area benessere si debba evitare il più
possibile la contaminazione dell'ambiente prodotta dall'inquinamento
elettromagnetico e acustico.
D.C.: Lo vedo bene se fatto con serietà, e nel
pieno rispetto di un equilibrio tra natura e uomo; quindi
massima attenzione ai materiali usati, e a quelli che
chiamo "polmoni" e "reni" di un Centro
benessere: l'impianto di climatizzazione e i filtri di
piscine e idromassaggi. In riferimento all'inquinamento
elettromagnetico, la nostra azienda realizza hammam e
aromarium riscaldati tramite speciali circuiti ad acqua,
e non tramite un dedalo di resistenze elettriche, come
spesso si trova sul mercato.
N.S.:
Come è possibile realizzare il concetto della "polisorialità"
in una SPA o Centro estetico?"
D.C.: Guardi l'esempio dello SPA-CAFE'. L'ho concepito
proprio per poter aggiungere il gusto ai quattro sensi
che già accarezavamo nei normali Centri benessere.
Il tatto tramite i materiali talvolta riscaldati [spesso
mi è capitato di vedere dei clienti che, durante
il trattamento inconsapevolmente accarezzavano i materiali
sui quali erano distesi]. La vista con aree relax non
più relegate in scantinati. L'udito con una perfetta
insolazione acustica, cosa molto complessa se si pensa
che, un semplice specchio d'acqua, può amplificare
in modo esponenziale ogni piccolo rumore all'interno di
un'area. L'olfatto: qui la ricerca ci ha portato a usare
metodologie nuove completamente naturali, attualmente
stiamo mettendo a punto un'idea semplice e innovativa
all'interno di un'importante SPA che stiamo realizzando
tra le colline toscane. Con lo SPA-CAFE', il mio principale
obiettivo è stato quello di aggiungere il "sesto
senso": il piacere che scaturisce da un ambiente
dove benessere, musica, spettacolo e ristorazione, formano
una sinergia capace di amplificare sensazioni ed emozioni.
N.S.: Ci vuole dare un'indicazione minima del valore
economico d'investimento, presumendo diversi tipi di aree
nel Centro estetico?
D.C.: Sebbene la mia filosofia mi porti a creare SPA sempre
diverse tra loro, per poter dare un ordine di idee consiglierei
di prevedere un investimento che oscilli tra i 700 e i
1.000 euro a metro quadro. Ricordandosi sempre che una
Fiat quanto una Mercedes assolvono al compito di trasportare
le persone, ma... |